2012: Un Centro a misura di ragazzi


Correva l'anno 2012

l 2012 si apre con una grande novità. La possibilità di ingrandire, per la prima volta, gli spazi del Centro. Una grande donazione a beneficio dei nostri ragazzi che giungevano a Civico in numero sempre maggiore.
L’équipe di lavoro considera da sempre l’organizzazione degli spazi strategica rispetto agli obiettivi operativi. Gli spazi sono al contempo fluidi ma articolati in aree differenziate (accoglienza e riposo, Internet, stanza colloqui e consulenze, cucina, spazi laboratoriali, area ricreativa libera, palestra, lavatrici e docce) in modo da rendere possibile lo svolgimento di attività diversificate e sostenere una compresenza di molti minori portatori di bisogni diversi.

La possibilità di dedicare spazi più adeguati a tutte le attività ci permetteva di gestire al meglio le richieste dei minori, di rispondere tempestivamente ai loro bisogni e spazi più curati rendevano meglio, anche visivamente, il valore aggiunto del nostro intervento: l’accoglienza intesa come restituzione di dignità, riconoscere i ragazzi per nome, ascoltarli e accompagnarli nel loro percorso.
La disponibilità di nuovi spazi moltiplicava le occasioni d’incontro e confronto tra operatori e minori grazie alla possibilità di ideare e proporre attività nuove e garantiva dinamismo ed evoluzione alla relazione. Tutto ciò generava nel minore una percezione di “partecipazione attiva” all’interno dello scambio con l’operatore, oltre a rendere quest’ultimo sempre più attendibile e meritevole di fiducia.

Nel 2012 il team comincia ad allargarsi in risposta ai numeri sempre crescenti di beneficiari, più di 1800 nuovi ingressi al Centro diurno

La capacità di leggere il contesto e la possibilità di avere un punto privilegiato di osservazione che è sempre partito dalla strada ha reso possibile, fin dall’inizio, l’adattamento dei servizi alle esigenze espresse dai minori. Grazie a questo, alla fine del 2012 parte per la prima volta un progetto sperimentale di insegnamento della lingua italiana. L’apprendimento dell’italiano inteso come elemento di protezione, strumento da dare ai ragazzi per potersi muovere autonomamente e quanto prima nella città. Strumento di socializzazione anche, per potersi relazionare con tutti e svincolarsi dalla rete di connazionali che, spesso, rappresentava un fattore di rischio.

In un’ottica di inclusione sociale parte anche una prima sperimentazione di inserimento lavorativo grazie alla collaborazione e al sostegno di IPAB ISMA – Istituto Santa Maria d’Aquino. Alla fine di settembre 6 ragazzi di età compresa trai 17 e i 19 anni, dopo aver frequentato alcuni incontri teorici con un tutor, avrebbero iniziato i primi tirocini come addetti alla vendite/ magazzinieri nel punto vendita PR-ISMA a Piazza Navona.

 


#10ANNICIVICOZERO


2012: Un centro a misura di ragazzi
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